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In seguito alla spinta determinata dalla pandemia, la telemedicina è diventato un argomento di grande attualità e il suo utilizzo sembra aver conquistato ormai medici e pazienti nel nostro paese. Ma cosa significa veramente telemedicina e come viene attuata in Italia?

Cos’è la telemedicina: le linee guida

Secondo le Linee di Indirizzo nazionale redatte dal Ministero della Salute, la telemedicina è “una modalità di erogazione di servizi di assistenza sanitaria, tramite il ricorso a tecnologie innovative, in particolare alle Information and Communication Technologies (ICT), in situazioni in cui il professionista della salute e il paziente (o due professionisti) non si trovano nella stessa località. La Telemedicina comporta la trasmissione sicura di informazioni e dati di carattere medico nella forma di testi, suoni, immagini o altre forme necessarie per la prevenzione, la diagnosi, il trattamento e il successivo controllo dei pazienti. I servizi di Telemedicina vanno assimilati a qualunque servizio sanitario diagnostico/ terapeutico.”

Questa pratica diventa quindi un modo efficace e comodo per garantire assistenza medica a distanza ma, viene sottolineato dal Ministero, “non sostituisce la prestazione sanitaria tradizionale nel rapporto personale medico-paziente”, mentre può integrarla con successo.

Come si articola la telemedicina

La telemedicina è costituita da:

  • telemedicina specialistica, riguarda prestazioni specialistiche relative a patologie sia croniche che acute;
  • tele salute, comprende servizi che collegano i pazienti, soprattutto cronici, con i medici;
  • teleassistenza, afferisce all’ambito socio-assistenziale ed è relativa alla gestione di persone anziane o fragili a domicilio.

Gli obiettivi della telemedicina

Il Ministero della Salute identifica alcuni obiettivi principali della telemedicina, come le pratiche connesse alla prevenzione secondaria, che hanno come destinatari soggetti considerati a rischio oppure già affetti da patologie e che richiedono un monitoraggio costante delle condizioni, come diabete o malattie cardiovascolari.

Un altro aspetto fondamentale è la diagnosi che difficilmente può essere eseguita esclusivamente a distanza, ma che può essere facilitata e completata dagli strumenti della telemedicina, in particolar modo per quanto riguarda la consultazione e la trasmissione dei risultati degli esami.

Anche il percorso di cura può trarre beneficio dalla telemedicina, grazie a specifici servizi adatti a pazienti con una diagnosi conclamata come, per esempio, l’attività di Teledialisi. La riabilitazione può essere gestita in maniera efficace presso il domicilio e anche il monitoraggio della situazione clinica può essere svolto direttamente in casa, in farmacia o in altre strutture.

La telemedicina oggi: i dati

Queste sono quindi le linee teoriche, ma quanto si ricorre alla telemedicina oggi? Sicuramente la pandemia ne ha incentivato progressivamente l'utilizzo, considerando per esempio che nel mese di agosto 2021, il 23% delle visite è stato effettuato a distanza, con un aumento del 78% rispetto al 2021. (fonte dati: Telemedicina per la ripartenza e il recupero delle visite perdute - Bhave, 2021)

Prendendo in esame il periodo compreso fra maggio 2019 e agosto 2021, emerge che un quarto delle visite svolte da medici di medicina generale e pediatri sono state effettuate tramite modalità di teleconsulto o televisita.

Durante il 2020, si sono drasticamente ridotte le visite in presenza relative soprattutto a pazienti fragili, affetti da malattie oncologiche, rare, croniche, immunologiche, pediatriche e cardiovascolari; si tratta dei pazienti che hanno maggiormente sfruttato gli strumenti della telemedicina.

La telemedicina: come la vedono gli italiani

Questa esplosione della telemedicina racchiude però anche una visione ancora piuttosto limitata del suo ambito d’azione e una diffidenza difficile da sradicare. A luglio 2021, infatti, per il 71% dei cittadini con il termine telemedicina si intende semplicemente sentire al telefono il medico. Il 51% include l’uso di piattaforme digitali per il monitoraggio e il 40% il ricorso ad App di ambito sanitario.

I cittadini reputano nell’88% la telemedicina uno strumento utile per la gestione delle emergenze, nel 71% può servire a ottenere un secondo parere medico, mentre solo il 31% dei soggetti riconosce il ruolo della telerefertazione e della prescrizione online.

Per quanto riguarda i medici, il 36% dei medici utilizza la telemedicina soprattutto per effettuare un teleconsulto con altri professionisti, il 19% per svolgere telemonitoraggio e soltanto il 14% si affida alle televisite.

Criticità e prospettive di sviluppo

Rispetto ad altri paesi, l’Italia si rivela ancora piuttosto indietro nell’utilizzo della telemedicina, sia come volumi generali che come tipologie di applicazione. In Inghilterra, per esempio, la telemedicina è utilizzata in maniera principale come strumento di teleconsulto dal 52% dei medici e dal 39% per la televisita, percentuali che in Italia si assestano rispettivamente al 44% e al 19%.

Le maggiori difficoltà riscontrate in Italia riguardano problematiche legislative, di riconoscimento economico, di inadeguatezza delle procedure e di scarsa formazione specifica nell'utilizzo delle tecnologie. La sensazione frequente è quella di un impoverimento della relazione medico-paziente, innescata dalla distanza fisica, che la telemedicina non riesce a colmare.

Criticità quindi di ambito diverso, sia organizzativo che culturale e tecnico, che hanno portato a delineare alcune linee d’azione per migliorare diffusione e modalità di utilizzo della telemedicina per sfruttare in pieno le potenzialità.

Fra queste indicazioni, presenti nell’indagine condotta da Bhave, rientrano, tra l’altro:

  • inserire la telemedicina all’interno dei LEA, i Livelli essenziali di assistenza, dopo averne fornito una definizione univoca e omogenea;
  • pianificare percorsi formativi ad hoc per medici e pazienti;
  • attuare un sistema di rimborso riconosciuto e convenzionato con SSN;
  • definire percorsi diagnostici e terapeutici chiari e condivisi, in base alla tipologia di paziente.

21/06/2022

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